L’indicazione terapeutica

È utile conoscere terapia prevista, frequenza delle infusioni, data di inizio e durata approssimativa. Per nutrizione parenterale, chemioterapia o soluzioni particolari è importante chiarire concentrazione, osmolarità e requisiti dell’accesso con il team prescrittore.

Farmaci e condizioni cliniche

  • elenco aggiornato di farmaci e allergie;
  • anticoagulanti e antiaggreganti, senza sospenderli autonomamente;
  • precedenti trombosi o problemi con accessi venosi;
  • infezioni in corso, febbre o alterazioni della cute del braccio;
  • malattia renale avanzata o programma dialitico;
  • presenza di pacemaker, dispositivi o interventi sul torace e sugli arti superiori.

PICC e anticoagulanti: bisogna sospenderli prima dell’impianto?

Non sospenda autonomamente anticoagulanti o antiaggreganti prima dell’appuntamento.

L’inserimento ecoguidato di un PICC non complesso è generalmente considerato una procedura a basso rischio emorragico. Le raccomandazioni più recenti indicano che aspirina e clopidogrel, così come le dosi profilattiche di anticoagulante, di norma non richiedono una sospensione per l’inserimento o la rimozione di un PICC. In molti casi anche una dose terapeutica può essere mantenuta. Questo non significa, però, che la stessa decisione sia corretta per ogni paziente o per ogni accesso venoso.

PICC, Port-a-Cath e cateteri tunnellizzati non hanno lo stesso profilo procedurale. Anatomia difficile, previsione di più punture, coagulopatia, piastrinopenia, insufficienza renale o epatica, precedenti sanguinamenti e associazione di più farmaci antitrombotici possono modificare il rischio. Anche l’indicazione dell’anticoagulante conta: interromperlo senza una valutazione può esporre a un rischio trombotico superiore al piccolo sanguinamento locale che si vuole evitare.

Una revisione del 2026 dedicata ai pazienti oncologici ha riscontrato raccomandazioni concordi sulla prosecuzione dell’anticoagulazione per i cateteri venosi centrali non tunnellizzati, ma indicazioni ancora contrastanti per Port e cateteri tunnellizzati. Gli autori sottolineano la carenza di studi di alta qualità: il dato orienta la valutazione, ma non crea una regola universale.

  • nome del farmaco, dose, orario e indicazione per cui viene assunto;
  • eventuale associazione fra anticoagulante e antiaggregante;
  • funzione renale ed epatica, quando rilevanti per il farmaco utilizzato;
  • piastrine, coagulazione e precedenti sanguinamenti, se clinicamente indicati;
  • tipo di dispositivo e difficoltà prevista della procedura.

Esami e documenti

Gli esami necessari dipendono dal caso. Non è corretto proporre un pacchetto uguale per tutti. Se sono già disponibili prescrizione, recente valutazione clinica o documenti utili, verrà indicato come consultarli senza usare moduli pubblici del sito.

Preparare lo spazio

Serve un ambiente pulito, ben illuminato e con sufficiente spazio intorno al letto o alla poltrona. Animali domestici, passaggi e attività non necessarie vanno tenuti lontani durante la procedura. Una superficie libera permette di organizzare il materiale sterile.

Organizzare il dopo

Prima dell’impianto deve essere chiaro chi utilizzerà il dispositivo, chi effettuerà medicazioni e lavaggi, come saranno reperiti i materiali e chi contattare in caso di problemi. Un accesso senza continuità assistenziale può diventare un rischio anziché un vantaggio.

Il giorno dell’appuntamento

  • seguire le indicazioni ricevute su pasti e terapia abituale;
  • indossare abiti che lascino accessibili entrambe le braccia;
  • evitare creme o prodotti sulla cute del braccio;
  • segnalare subito febbre, peggioramento o nuovi sintomi;
  • prevedere la presenza di un caregiver quando le condizioni lo richiedono.

Domande frequenti

Bisogna essere a digiuno?

In genere non per il solo impianto, ma contano condizioni cliniche e procedure associate. Segua le indicazioni specifiche ricevute.

Bisogna sospendere l’anticoagulante o la Cardioaspirina?

Non autonomamente. Per un PICC non complesso molti trattamenti antitrombotici possono essere proseguiti, ma la decisione dipende da farmaco, dose, indicazione, funzione renale, piastrine, precedenti sanguinamenti, difficoltà prevista e tipo di dispositivo. La terapia va verificata prima della procedura.

Serve una stanza sterile?

No, ma serve uno spazio pulito e organizzabile, nel quale applicare correttamente le misure di barriera e asepsi.

Fonti principali

  1. Johnston AJ, Simpson MJ, McCormack V, et al. Association of Anaesthetists guidelines: safe vascular access 2025. Anaesthesia. 2025;80(11):1381–1396.
  2. Abdulrehman J, Shaw JR, Stella SF, et al. Peri-procedural anticoagulation management for central venous catheter insertion in persons with cancer. Thrombosis Research. 2026;259:109620.
  3. Annetta MG, Bertoglio S, Biffi R, et al. Management of antithrombotic treatment and bleeding disorders in patients requiring venous access devices: a systematic review and a GAVeCeLT consensus statement. Journal of Vascular Access. 2022;23(4):660–671.
  4. WHO. Guidelines for prevention of infections associated with central venous catheters, 2026
  5. Infusion Nurses Society. Infusion Therapy Standards of Practice, 9th edition, 2024
  6. American Society of Echocardiography. Ultrasound-Guided Vascular Cannulation, 2025
  7. Chopra V, et al. Michigan Appropriateness Guide for Intravenous Catheters