Che cos’è un PICC

PICC significa Peripherally Inserted Central Catheter. Il dispositivo entra da una vena periferica del braccio, ma la sua estremità viene posizionata nel circolo venoso centrale. Questa caratteristica lo distingue da cannule periferiche brevi e Midline.

La presenza della punta in sede centrale consente, quando clinicamente appropriato, l’impiego per terapie che richiedono un accesso centrale e per periodi più lunghi. Il dispositivo deve però essere scelto in funzione del trattamento previsto, del patrimonio venoso, delle condizioni generali e della possibilità di garantire una gestione corretta.

Quando può essere indicato

L’indicazione non dipende da un solo parametro.

  • terapie endovenose prolungate o ripetute;
  • farmaci o soluzioni che richiedono un accesso venoso centrale;
  • nutrizione parenterale, quando prescritta e compatibile con il dispositivo;
  • difficoltà a mantenere accessi venosi periferici brevi;
  • necessità di un accesso stabile all’interno di un piano assistenziale definito.

Quando potrebbe non essere appropriato

Alcune condizioni possono rendere il PICC non indicato, richiedere ulteriori accertamenti o orientare verso un dispositivo diverso. Fra gli elementi da considerare vi sono infezioni locali, alterazioni anatomiche o vascolari, sospetta trombosi, impossibilità di utilizzare adeguatamente gli arti superiori, rischio emorragico, urgenza non compatibile con l’organizzazione domiciliare e assenza di un percorso di gestione successivo.

Anche la terapia prevista può rendere più adatto un Midline, un catetere periferico breve, un port o un altro accesso centrale. La scelta viene quindi discussa dopo aver raccolto le informazioni essenziali.

La valutazione preliminare

Prima di programmare la procedura vengono esaminati indicazione clinica, farmaci e soluzioni da infondere, durata prevista, allergie note, rischio infettivo ed emorragico, precedenti accessi venosi, eventuali trombosi e capacità di gestire il dispositivo a domicilio.

La valutazione ecografica delle vene del braccio aiuta a scegliere lato, vaso e punto di ingresso. Calibro, profondità, decorso e comprimibilità della vena sono elementi concreti della decisione. Se emergono dubbi clinici, la procedura può essere rinviata o può essere suggerito un percorso diverso.

Come prepararsi

  • tenere disponibili prescrizione o indicazione terapeutica, se già presenti;
  • preparare l’elenco aggiornato dei farmaci, con particolare attenzione ad anticoagulanti e antiaggreganti;
  • segnalare allergie, precedenti trombosi o problemi con cateteri venosi;
  • predisporre un ambiente pulito, ben illuminato e con spazio sufficiente;
  • concordare chi si occuperà delle medicazioni e della gestione successiva.

Come si svolge l’impianto ecoguidato

Dopo la valutazione clinica e lo studio ecografico, il paziente viene posizionato in modo compatibile con le sue condizioni. La cute viene preparata con antisettico appropriato e si adottano misure di barriera e asepsi. L’ecografia permette di visualizzare la vena e seguire in tempo reale l’ingresso dell’ago.

Il catetere viene quindi avanzato per la lunghezza pianificata, fissato e protetto con medicazione sterile. Durata e difficoltà possono variare in base all’anatomia vascolare, alla collaborazione possibile, al dispositivo e alle modalità di controllo necessarie.

Controllo della posizione della punta

La posizione della punta deve essere verificata con una metodologia appropriata al dispositivo e al contesto. Quando clinicamente indicato, nel percorso domiciliare può essere impiegata la conferma ecocardiografica; in altri casi può essere necessario un metodo differente o un controllo in altra sede.

La modalità non viene scelta per comodità, ma in base a condizioni del paziente, affidabilità del segnale, tipo di catetere e standard applicabili. Se la posizione non è adeguatamente confermata, il dispositivo non deve essere utilizzato come se lo fosse.

Cosa succede dopo l’impianto

Al termine vengono registrati tipo e caratteristiche del catetere, vena utilizzata, lunghezza, metodo di controllo, medicazione e indicazioni per la gestione. Chi assisterà il paziente deve sapere quando effettuare la prima medicazione, come proteggere l’accesso e quali segnali richiedono contatto sanitario.

Il PICC non elimina la necessità di sorveglianza. La sua utilità dipende anche dalla continuità fra chi lo impianta, chi prescrive la terapia e chi esegue infusioni, medicazioni e lavaggi.

Possibili complicanze e segnali di allarme

  • dolore, gonfiore o aumento di volume del braccio;
  • arrossamento, calore, secrezione o dolore in corrispondenza dell’ingresso;
  • febbre o brividi senza altra spiegazione;
  • difficoltà a infondere o aspirare, resistenza anomala o allarme della pompa;
  • catetere apparentemente più esterno, medicazione sollevata o dispositivo danneggiato;
  • dispnea improvvisa, dolore toracico o malessere acuto, che richiedono valutazione urgente.

Costi e organizzazione

Il costo può variare in base al tipo di dispositivo, ai materiali, alla distanza, alla valutazione preliminare, al metodo di conferma, alla complessità clinica e agli eventuali controlli successivi. Per questo il sito non indica prezzi specifici.

Domande frequenti

Il PICC è doloroso?

La puntura e la manipolazione possono causare fastidio. Si utilizza anestesia locale e si adatta il posizionamento alle condizioni del paziente. L’esperienza resta soggettiva.

Quanto può rimanere in sede?

Non esiste una durata uguale per tutti. Il PICC può restare finché è clinicamente necessario, funziona correttamente e non compaiono motivi per rimuoverlo.

Può essere usato subito?

Solo dopo che impianto, funzionalità e posizione della punta sono stati verificati secondo il percorso previsto.

È possibile fare la doccia?

Il dispositivo e la medicazione devono restare asciutti e protetti. Le modalità pratiche vanno concordate con chi gestisce l’accesso.

Fonti principali

  1. WHO. Guidelines for prevention of infections associated with peripheral catheters, 2024
  2. Infusion Nurses Society. Infusion Therapy Standards of Practice, 9th edition, 2024
  3. American Society of Echocardiography. Ultrasound-Guided Vascular Cannulation, 2025
  4. GAVeCeLT. Raccomandazioni per accesso venoso, 2024