Che cosa cambia fra PICC e Port-a-Cath

Il PICC entra da una vena del braccio e mantiene un tratto esterno visibile, utilizzabile per infusioni e prelievi secondo indicazione. L’impianto è percutaneo ed ecoguidato; dopo la procedura servono fissaggio, medicazione e controlli regolari del tratto esterno.

Il Port-a-Cath è invece un sistema totalmente impiantato sotto la cute, collegato a un catetere centrale. Per utilizzarlo occorre accedere al serbatoio con un ago non carotante. Quando non è in uso non presenta raccordi esterni, ma l’impianto e l’eventuale rimozione richiedono una procedura dedicata nel setting appropriato.

Confronto pratico

ElementoPICCPort-a-Cath
Sede esternaTratto e raccordo sul braccioNessun tratto esterno quando non è in uso
ImpiantoPercutaneo da vena del braccioCreazione di una tasca sottocutanea e posizionamento del catetere
Accesso per la terapiaCollegamento al raccordo esternoPuntura del serbatoio con ago dedicato
MedicazioneNecessaria sul sito e sul fissaggio secondo protocolloNecessaria quando il port è accesso con ago; cute integra quando non è in uso
Vita quotidianaMaggiore attenzione ad acqua, trazioni e protezione del braccioMinori limitazioni esterne dopo guarigione, quando non è accesso
DurataMedio-lunga secondo indicazione e condizioniSpesso scelto per percorsi prolungati o intermittenti
RimozioneIn genere più semplice, se non complicataProcedura dedicata

Quando il PICC può essere preso in considerazione

Il PICC può essere valutato quando serve un accesso centrale in tempi compatibili con una procedura percutanea, per trattamenti continui o di durata non necessariamente pluriennale, oppure quando condizioni e obiettivi rendono poco opportuno un impianto totalmente sottocutaneo. Può essere utile anche quando l’accesso deve essere utilizzato frequentemente e la gestione esterna è già organizzata.

Questi elementi non sostituiscono la valutazione del rischio trombotico, del patrimonio venoso e del programma oncologico.

Quando il Port-a-Cath può essere preferibile

Un port può essere particolarmente adatto nei trattamenti oncologici lunghi e intermittenti, quando si desidera evitare un tratto esterno e ridurre l’impatto su doccia, abbigliamento e attività quotidiane. Studi randomizzati e revisioni hanno rilevato, in diverse popolazioni oncologiche, un numero inferiore di complicanze trombotiche o complessive con i port rispetto ai PICC.

Il vantaggio non è identico per ogni tumore o paziente. Procedura di impianto, tempi disponibili, infezioni, coagulazione, precedenti interventi, prognosi e preferenze possono modificare la scelta.

La terapia oncologica non è l’unica variabile

Prima di decidere vanno chiariti:

  • farmaci previsti e loro modalità di somministrazione;
  • durata complessiva e frequenza dei cicli;
  • necessità di prelievi o terapie di supporto;
  • rischio di trombosi, infezione e sanguinamento;
  • precedenti accessi, chirurgia mammaria o ascellare e dispositivi cardiaci;
  • capacità di eseguire medicazioni e controlli;
  • preferenze del paziente rispetto a procedura e vita quotidiana.

Il ruolo della valutazione domiciliare

Il sito offre valutazione per PICC e Midline a domicilio o, quando appropriato, in modalità ambulatoriale a Nola. Questo non significa proporre il PICC a ogni paziente oncologico. Se caratteristiche e durata del trattamento orientano verso un port o un altro accesso, il paziente deve essere rinviato al team oncologico e al servizio che può eseguire la procedura indicata.

Domande frequenti

Il PICC è meno sicuro del Port-a-Cath?

Non in modo assoluto. Il profilo delle complicanze cambia e alcuni studi oncologici favoriscono i port, soprattutto per percorsi prolungati. La scelta resta individuale.

Con il port non servono controlli?

Servono comunque gestione e manutenzione secondo protocollo, soprattutto quando il port è accesso. L’assenza di un tratto esterno non elimina infezioni, trombosi o problemi meccanici.

Il PICC può essere usato per chemioterapia?

Può essere utilizzato per molti trattamenti oncologici quando il dispositivo e la sede centrale sono appropriati. La compatibilità deve essere confermata dal team prescrittore.

Fonti principali

  1. Taxbro et al. PICC versus implanted port in patients with cancer, randomized trial
  2. Clatot et al. PICC versus port during adjuvant chemotherapy for breast cancer, randomized trial
  3. Wang et al. Risk of venous thromboembolism associated with PORTs and PICCs in cancer, meta-analysis
  4. Infusion Nurses Society. Infusion Therapy Standards of Practice, 9th edition, 2024